Montefalco

Montefalco è situata in provincia di Perugia, tra il capoluogo di regione e Spoleto, sulla suggestiva collina che si alza sui fiumi Topino e Clitunno, e questa posizione panoramica ha fatto sì che le si conferisse l’appellativo di Ringhiera dell’Umbria.

Il nome Montefalco sembrerebbe da attribuire all’Imperatore Federico II di Svevia, che notò una gran quantità di falchi tra le colline umbre; perciò il nome originario di Coccorone venne cambiato in Montefalco.

La città si trova lungo la via Francigena, una delle vie romee che collegavano la Francia a Roma, e fu concepita come un punto di ristoro e di ospitalità in cui sostare durante i lunghi pellegrinaggi.

Montefalco offre ai visitatori un ampio ventaglio di luoghi d’interesse; la bellezza turistica di questa cittadina è sorprendente, e spazia dai suggestivi belvedere sino ai palazzi medievali che adornano il centro storico, non trascurando osterie, ristoranti tipici e botteghe artigianali.

A partire dalla cinta muraria medievale, si accede a chiese e strutture architettoniche antiche di notevole interesse artistico: la Chiesa di Sant’Agostino con gli affreschi del Lorenzetti, il duecentesco Palazzo Comunale e la Chiesa di Santa Illuminata, ex reclusorio abitato da Santa Chiara.

Una menzione d’onore spetta al complesso museale di San Francesco, ove spiccano gli affreschi raffiguranti le Storie della vita del patrono d’Italia (dipinte dal Gozzoli), e la Natività del Perugino.

Ma Montefalco non offre solo bellezze godibili alla vista: è infatti rinomata per la sua tradizione culinaria ed enologica, in primis per il vino Sagrantino, nettare in grado di solleticare anche i palati più esigenti che dal 1992 può fregiarsi della denominazione DOCG. Tanto è radicata la cultura del vino, che ogni anno, la terza settimana di settembre, si celebra la Festa della Vendemmia.

L’uva del Sagrantino è la più ricca di polifenoli, e ciò conferisce al vino un particolare gusto strutturato; ciò si deve all’ottimale posizione di Montefalco, che gode di un clima mite e di un terreno particolarmente argilloso e calcareo.

Il Sagrantino si presenta in due varietà, secco e passito: il Sagrantino secco ha gran corposità, calore e profumo di mora di rovo. È ideale per accompagnare piatti della cucina locale come le carne d’agnello, manzo o suino e cacciagione di vario tipo. Il passito, ricavato dalla stessa uva, deriva dalla fermentazione del mosto con le bucce, dopo un lungo periodo di appassimento. Il gusto è davvero particolare, dolce ma asciutto, ideale da degustare con frutta secca e dolci, ma anche con formaggi stagionati o piccanti.


Visita le camere